22.11.10

Il Cristianesimo, le religioni, le persecuzioni, la libertà

Oggi la gran parte dei perseguitati per ragioni di libertà religiosa nel mondo sono i cristiani. Sono perseguitati nei paesi islamici nei quali è raro che si possa parlare di piena libertà religiosa.

Esiste oggi anche un induismo intransigente e violento. La cosa può sembrare strana, nel paese di Gandhi e della non violenza. In realtà il gandhismo non è propriamente una forma di cristianesimo ma non corrisponde nemmeno alla tradizione religiosa indù . Gandhi ha costruito un ponte fra due civilizzazioni ma oggi questo ponte minaccia di crollare. Ovviamente non si può parlare di vera libertà di religione per i cristiani nemmeno negli ultimi paesi comunisti (la Cina , il Viet Nam…) che coprono ancora un quarto circa della umanità. Il rigore della repressione si è attenuato ma certo non si può parlare di vera libertà.

In questa situazione l’Occidente appare smarrito. Alle notizie ricorrenti di uccisioni e di persecuzioni la reazione dell’Occidente è fiacca. La ragione sta forse in un crescente anticristianesimo nell’Occidente. La nostra nuova ideologia semiufficiale è diventata il relativismo etico. Tutti quelli che hanno convinzioni radicate sono sospetti di essere intolleranti e di essere inclini ad imporre agli altri con la forza le loro convinzioni. Si pensa che solo gli scettici possano essere dei veri democratici. Quando i cristiani vengono perseguitati noi allora non sentiamo la solidarietà dovuta a dei fratelli nella fede. Non sappiamo bene se noi siamo ancora cristiani e quindi questo tipo di solidarietà non scatta automaticamente. Non scatta neppure la solidarietà dovuta in generale al perseguitato. Vediamo nel cristiano un potenziale persecutore e quindi tendiamo a pensare che, se lo perseguitano, se lo sarà meritato.

In realtà oggi nel mondo i cristiani non perseguitano nessuno. Non esistono nel mondo aree di persecuzione dei cristiani contro altre denominazioni religiose. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha proclamato solennemente che la libertà di religione è un fondamentale diritto umano, dovuto a tutti. Del resto nel corso di tutto il secolo XX le grandi minacce alla libertà sono venute da regimi totalitari atei ed anticristiani (nazismo e comunismo) ed i cristiani sono stati fra le vittime e non fra i carnefici. Certo, c’è stato un tempo della intolleranza anche fra i cristiani quando ci siamo bruciati a vicenda fra cattolici e protestanti. Sono i secoli XVI e XVII. Già le guerre del secolo XVIII non sono guerre religiose ma guerre di potere degli stati. Non si fa la guerra per costringere l’altro a pensare come vogliamo noi ma per togliergli qualcosa che è suo e che noi invece vogliamo avere. Le guerre del secolo XX son invece guerre ideologiche, ma di ideologie laiche e non religiose. Benito Mussolini, che di ideologie totalitarie se ne intendeva, ha scritto che il fascismo è legato alle filosofie più avanzate della modernità, cioè a quelle relativistiche. Se non esiste nessuna verità oggettiva allora non ci sono remore che possano impedire ad un singolo (o ad una nazione) di imporre il proprio interesse con tutta la forza di cui dispone. Esiste, dunque, un potenziale totalitario del relativismo.

Vogliamo dire, con questo, che non esiste un potenziale persecutorio delle fedi religiose? No. Come abbiamo visto in molti casi i cristiani vengono perseguitati non dagli atei ma dagli aderenti ad altre fedi religiose e non vogliamo certo nascondere che, in altre fasi storiche, anche il cristianesimo è stato persecutorio. Il problema vero è, piuttosto, come mai il cristianesimo di oggi non perseguita nessuno? Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha portato a riscoprire una verità originaria del cristianesimo che però nel tempo la collusione con il potere mondano aveva offuscato. La verità vuole diventare forma della libertà umana e proprio per questo deve essere accolta e vuole essere accolta con un atto di libertà. Un mondo in cui tutti facessero le cose giuste non per libertà ma per costruzione non somiglierebbe al paradiso ma piuttosto all’inferno. Non ho bisogno di dubitare della verità che ho incontrato per riconoscere il tuo diritto di pensare in modo diverso. Mi basta sapere che Dio è il Dio della libertà e vuole incontrarti nella libertà. È sufficiente riconoscere e rispettare la dignità della persona umana.

Non tutte le religioni riconoscono nello stesso modo che Dio ama la libertà dell’uomo. In tutte però c’è un inizio di questo riconoscimento, magari in contraddizione con altri aspetti che questa libertà vogliono negare. Per questo il dialogo interreligioso non può non mettere al centro, come ha proposto Benedetto XVI nel suo famoso discorso di Ratisbona, il tema di Dio ed il tema dell’uomo, della sua natura e della sua libertà. È sbagliato pensare che tutte le religioni riconoscano questa verità e quindi sorvolare sul potenziale autoritario che esse possono contenere e spesso contengono. È però anche sbagliato pensare che le religioni siano incompatibili con la libertà. È solo attraverso un dialogo paziente che è possibile facilitare l’evoluzione delle diverse religioni verso un riconoscimento sempre più pieno della verità su Dio e della verità sull’uomo. Ha scritto una volta S. Ireneo di Lione: “gloria Dei vivens homo” (la gloria di Dio è che l’uomo viva).

Rocco Buttiglione